Centrale termoelettrica di Monfalcone

È stata presentata la relazione finale della Commissione tecnico-scientifica incaricata dalla Provincia di Gorizia a valutare gli scenari possibili di evoluzione e di riconversione della Centrale termoelettrica della Società A2A di Monfalcone.
Giorgio Einaudi, Massimo Scalia, Marko Starman e Stephen Taylor, quattro dei massimi esperti internazionali in materia di energia, che – a titolo assolutamente gratuito – hanno elaborato uno studio di ottanta pagine, con il supporto del CETA di Gorizia, presentato oggi alla stampa e ai sindaci dell’isontino.

Contrari alla riconversione a carbone, in quanto altamente inquinante, vista l’alta emissione di CO2 (gas clima alterante), la Commissione tecnico-scientifica propone uno “scenario di transizione” che, attraverso l’utilizzo di gas naturale, porterebbe gradualmente a un parco tecnologico alimentato da fonti rinnovabili.

“Lo scenario di transizione – si legge nella Relazione – è di gran lunga a minor impatto ambientale e sanitario, e porterebbe a un nuovo modello energetico di energia pulita.” Al contrario, la riconversione a carbone proposta da A2A non comporterebbe benefici ambientali, ma un forte rischio di patologie sanitarie, incluse le morti in eccesso.

Scarica la relazione finale sulla centrale A2A


La Centrale termolettrica

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E’ ubicata su un'area di circa 20 ettari lungo la sponda orientale del Canale Valentinis nella zona industriale del comune di Monfalcone, adiacente all’area del porto commerciale. L’impianto ha accesso diretto al mare. Collegato alle reti stradali e ferroviarie, trae da questo vantaggio per la mobilitazione dei combustibile e per l’approvvigionamento idrico.

Il sito è sede di impianti termoelettrici sin dai primi del ‘900, in precedenza vi sorgeva la centrale termoelettrica della società SELVEG. Ora l’impianto, di proprietà dell’ENDESA, è stato venduto al gruppo industriale A2A, società che opera principalmente nei settori della produzione, della vendita e della distribuzione di gas e di energia elettrica, del teleriscaldamento, dell’ambiente e del ciclo idrico integrato a cui vanno aggiunti altri servizi correlati.

La centrale  di Monfalcone è destinata alla produzione di energia elettrica, e, attualmente, ha una potenza installata di 976 MW è alimentata da carbone e olio combustibile fossile denso (OCD), a bassissimo tenore di zolfo, con biomasse in co-combustione.

Recentemente sono state programmate importanti trasformazioni, alcune delle quali già portate a compimento: l’installazione degli impianti di desolforazione e dei nuovi impianti di trattamento delle acque reflue. Ulteriori modifiche sono in via di definizione.

Centrale Termoelettrica di Monfalcone - Dichiarazione Ambientale 2010

L’IMPIANTO

E’ costituito da quattro gruppi che lavorano indipendentemente per la produzione di energia. La tecnologia su cui si basa il processo produttivo è praticamente la stessa per tutti i gruppi dove avviene il processo di trasformazione dell’energia posseduta dal combustibile in energia elettrica da rimettere in rete. L’approvvigionamento dei combustibili principali viene effettuato via mare e, a partire dal 2006, via terra. La centrale, infatti, dispone al suo interno di due depositi combustibili: il parco carbone e il deposito oli, entrambi dotati di sistemi atti alla prevenzione di inquinamenti del suolo e del mare.

LE EMISSIONI

Derivano dalla combustione dell’olio, del carbone e, in regime di co-combustione, delle farine animali e delle biomasse vegetali utilizzati nella Centrale. Sono caratterizzate dalla presenza prevalente di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), biossido di carbonio o anidride carbonica (CO2) e polveri, denominati, nel loro insieme, macroinquinanti.

Il monitoraggio delle emissioni totali viene fatto semestralmente ed è riportato nelle tabelle a destra (emissioni ciminiera 1,2,3 e 4)

Nell’impianto vengono monitorate ogni 2 giorni tre sostanze in particolare:
- anidride solforosa,
- ossidi di azoto
- polveri.

I dati sono scaricabili a destra da "Rilevazioni giornaliere"

Per una comparazione dei dati e per comprendere le tabelle riportanti gli esiti delle emissioni si deve fare riferimento al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nello specifico delle sostanze di nostro interesse all’Allegato alla Parte Quinta:
qui troviamo, nell’Allegato I, parte II, fissati i valori di emissione minimi e massimi per le sostanze inquinanti e, nella parte III, gli stessi ma di alcune tipologie di impianti con le relative prescrizioni.

Gli ossidi di azoto (monossido e biossido) e gli ossidi di zolfo (biossido e triossido), espressi come biossido di azoto e biossido di zolfo, fanno parte delle sostanze inorganiche che si presentano prevalentemente sotto forma di gas o vapore.
Essi sono riportati nella relativa tabella C come appartenenti alla classe V (dove, la soglia di rilevanza - espressa come soglia di massa - risulta essere 5.000g/h e il valore di emissione - espresso come concentrazione - è di 500mg/Nm3. I flussi di massa e i valori di emissione si riferiscono alle singole sostanze o famiglie di sostanze).

Per quanto riguarda, le polveri l’attenzione va posta alle sostanze inorganiche che si presentano prevalentemente sotto forma di polveri, tabella B, e ai composti organici sotto forma di gas, vapori o polveri della tabella D (quest’ultimi devono inoltre rispettare le condizioni contenute nel paragrafo 5 dove vengono esplicitati i valori di emissione). Per rispettare il limite di concentrazione, soprattutto in caso di presenza di più sostanze di classi diverse, fermo restando il limite stabilito per ciascuna, la concentrazione totale non deve superare il limite della classe più alta.

Nella parte III dell’Allegato vengono indicati i valori di emissione per specifiche tipologie di impianti destinati alla produzione di energia; questi sono suddivisi a seconda dei combustibili usati (solidi, combustibili gassosi, combustibili liquidi, biogas o multi combustione), del metodo e dei macchinari usati (motori, forni, turbine, ecc.) e dei materiali di lavorazione e delle emissioni derivanti.

Nel II Allegato, parte I, sono descritte le procedure per i grandi impianti di combustione e i relativi valori limite di emissione per gli NOx e SO2 e le altre sostanze, nella parte II. Da segnalare ancora la parte IV "Determinazione delle emissioni totali di biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri per la elaborazione della relazione alla Commissione Europea" e la parte V "Massimali e obiettivi di riduzione di emissioni di SO2 e NOx per gli impianti esistenti".
Per un doveroso approfondimento si rimanda alla consultazione della parte V e dei relativi Allegati del Decreto Legislativo 152/2006.

Anidride solforosa

anidride solforosa

L’anidride solforosa (o ossido solforoso o diossido di zolfo o ossido di zolfo) è un gas incolore molto solubile in acqua, la sua formula chimica è SO2.

L’SO –so2 e so3 – è il principale inquinante a base di zolfo in atmosfera, ciò è principalmente dovuto dalla combustione di combustibili fossili, come il carbone e i derivati del petrolio, in cui lo zolfo è presente come ‘impurezza’; esso è anche emesso nell’atmosfera durante emissioni vulcaniche.

La sostanza è fortemente irritante per gli occhi e per l’apparato respiratorio, diventa pericolosa se inalata e nel caso di un esposizione prolungata, anche a concentrazioni minime.

Le emissioni provocate direttamente dall’uomo, come riscaldamento e traffico, sono diminuite a causa del maggior utilizzo del metano e alla minor quantità di zolfo contenuta nei combustibili e, quelle dovute alle centrali termoelettriche, sono tenute sottocontrollo dal processo di desolforazione.

Ossidi di azoto

Ossidi di azoto

Gli ossidi di azoto vengono indicati con la sigla generica NOx, la sigla identifica in modo collettivo gli ossidi di azoto che si producono come sottoprodotti durante una combustione che avvenga utilizzando aria (dal camino a legna, al motore delle automobili alle centrali termoelettriche): la quantità e la qualità della miscela di NOx dipende dalla sostanza combusta e dalle condizioni in cui la combustione avviene.

I NOx si formano in generale secondo tre meccanismi principali:  nella parte iniziale della combustione, a partire dall'azoto presente in atmosfera, in presenza di elevate temperature e di una grossa quantità di ossigeno, e a partire dall’azoto presente nel combustibile.


Una delle principali fonti è il motore a combustione interna degli autoveicoli; gli ossidi di azoto si formano in virtù della temperatura che viene raggiunta durante la combustione del carburante. Gli ossidi di azoto sono considerati sostanze inquinanti dell’atmosfera, per limitare e controllare le emissioni di NOx è dunque fondamentale evitare i picchi di temperatura delle combustioni (la marmitta catalitica risulta essere una delle buone soluzioni).

Polveri

polveri

Le polveri sono solitamente l’insieme delle sostanze sospese in aria, identificate come particolato, particolato sospeso, pulviscolo atmosferico, polveri sottili e polveri totali sospese; questi sono termini che identificano comunemente l'insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi). Il particolato è l'inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto nelle aree urbane ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera con piccolissimo diametro. Gli elementi che concorrono alla formazione di questi aggregati sospesi nell'aria sono numerosi e comprendono fattori sia naturali che antropici (ovvero causati dall'uomo), con diversa pericolosità a seconda dei casi. Fra i fattori naturali vi sono la polvere, il sale marino alzati dal vento, gli incendi, i pollini e le spore, l’erosione di rocce, le eruzioni vulcaniche, ecc.. Fra i fattori antropici vi sono gran parte degli inquinanti atmosferici quali le emissioni della combustione dei motori a combustione interna (autocarri, automobili, aeroplani), le emissioni del riscaldamento domestico (in particolare gasolio, carbone e legna), i residui dell'usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture, le emissioni di lavorazioni meccaniche, dei cementifici, dei cantieri e le lavorazioni agricole, gli inceneritori e le centrali elettriche. Altro aspetto riguarda l'attenzione alla composizione di queste polveri. Il rapporto fra fattori naturali e antropici è molto differente a seconda dei luoghi: queste proporzioni cambiano notevolmente nelle aree urbane, dove a costituire l'apporto preponderante sono il traffico stradale, il riscaldamento nonché gli eventuali impianti industriali.

Dati della Centrale - 2015

Primo semestre

Secondo semestre

Dati della Centrale - 2014

Primo semestre

Secondo semestre

Dati della Centrale - 2013

Primo semestre

Secondo semestre

Dati della Centrale - 2012

Primo semestre

Secondo semestre

Emissioni ciminiera a carbone e biomasse - GRUPPO 1

Emissioni ciminiera a carbone e biomasse - GRUPPO 2

Emissioni ciminiera ad olii combustibili minerali - GRUPPO 3 - Non in funzione

Emissioni ciminiera ad olii combustibili minerali - GRUPPO 4 - Non in funzione

Dati della Centrale - 2011

Emissioni ciminiera a carbone e biomasse - GRUPPO 1

Emissioni ciminiera a carbone e biomasse - GRUPPO 2

Emissioni ciminiera ad olii combustibili minerali - GRUPPO 3 - Non campionata su deroga espressa del Ministero dell'Ambiente

Emissioni ciminiera ad olii combustibili minerali - GRUPPO 4

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