Approfondimento
La materia organica, composta da molecole organiche, subisce diverse trasformazioni di origine chimica e biologica (1), essa viene cioè trasformata continuamente in energia la quale permette appunto la sintesi di sostanze organiche complesse. Tutte le molecole organiche sono costituite da carbonio e idrogeno, il più delle volte associati da altri elementi quali fosforo, ossigeno, azoto …
Il processo di dissociazione molecolare ha l’obbiettivo di disassemblare/scindere le molecole di origine organica complesse per riassemblarle in composti più semplici realizzando il gas sintetico syngas (2).
Il processo avviene in un ambiente chiuso, - in carenza di ossigeno o meglio in quantità solo necessaria per mantenere il processo alla temperatura desiderata - e a temperature limitate e comunque inferiori a 400 gradi centigradi (sviluppando una curva termica compresa fra i 300 e i 550 °C.)
Per effetto del riscaldamento, in ambiente in carenza di ossigeno, si ha la rottura dei legami chimici del carbonio con la conseguente costituzione di molecole più semplici:

Il processo di dissociazione molecolare si sviluppa in un periodo di circa 24 ore, consentendo di avvicinarsi meglio ai tempi naturali di degradazione delle molecole.
La composizione chimica ed il potere calorifico del SynGas dipendono naturalmente dal metodo di gassificazione usato e dall’origine del materiale che ne ha consentito la formazione, e perciò dal tipo di rifiuto trattato, comunque, i suoi principali componenti, sono costituiti da idrogeno (H2), metano (CH4), monossido di carbonio (CO) e biossido di carbonio (CO2).
Il prodotto finale ha un potere calorico che ne permette l’utilizzo in sostituzione e/o in aggiunta in quasi tutti gli impianti che utilizzano gas naturale, e con un livello di pulizia equivalente al gas naturale (3) .
Il processo di dissociazione molecolare avviene in ambiente con velocità di processo molto più basse rispetto ai processi di combustione che avvengono negli inceneritori.
Questo consente di avvicinarsi meglio ai tempi naturali di degradazione delle molecole: così facendo, tutto il materiale organico viene degradato, per cui i residui del processo non superano mediamente, il 3% della massa iniziale, oltre a vetro e metalli che sono facilmente recuperati a valle del trattamento. La materia si ritrova nel gas prodotto e nel vapore ottenuto.
Le temperature limitate di processo, se utilizzate, evitano inoltre due fenomeni che avvengono solitamente negli inceneritori:
a) la fusione o sublimazione (gassificazione) dei metalli, e il conseguente rilascio nei fumi come particelle tossiche;
b) la formazione di legami Carbonio- Cloro- Idrogeno che costituiscono le Diossine ed i Furani;
c) la elevata formazione di micro e nano-polveri, trasportate nei fumi a causa della elevatissima turbolenza.
L’obiettivo è, quindi, quello di evitare qualsiasi presenza significativa, nei fumi, di metalli pesanti, di micro e nanopolveri, e di diossine, consentendo di abbatterne la concentrazione di uno o due ordini di grandezza (da 10 a 100 volte) rispetto agli attuali limiti di legge (4).
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1. come avviene nel processo della fotosintesi dove l’energia luminosa si trasforma in energia chimica; le molecole poi subiscono trasformazioni successive che le mutano negli oltre 6 milioni di composti organici del carbonio.
2., 3. e 4. PROCESSO DI DISSOCIAZIONE MOLECOLARE, “Sistema per la trasformazione del materiale a base carbonica in syngas attraverso il processo della dissociazione molecolare e recupero energetico”: energo-dissmol.pdf
Note del Presidente
Una sperimentazione per innovare, nel rispetto di persone e ambiente
La nostra generazione ha visto la nascita dell'era della plastica, che come tutti sanno deriva dal petrolio. I nostri nipoti rischiano di vederne la fine. Produrre energia pulita da fonti rinnovabili non è perciò un lusso verso i nostri figli. E' un atto di fiducia verso il futuro. Proviamoci!
Enrico Gherghetta


