Dimensioni impianto

La caratteristica molto interessante di un impianto di dissociazione molecolare è quella di essere costruito con una tecnologia MODULARE: può avere dimensioni estremamente variabili ed essere in grado di soddisfare le esigenze di piccole e grandi realtà.

L’EnerGO definisce i vantaggi legati alla possibilità di avere un impianto energicamente efficiente, multi combustibile, dimensionabile e scalabile in funzione delle esigenze in questo modo:
di avere conti economici d’impianto che producono un cash flow positivo
di poter gestire sia rifiuti che biomasse
di diminuire in modo consistente i costi ed il traffico legati al trasporto dal luogo di
raccolta a quello di smaltimento del materiale organico
di dimensionare l’impianto in funzione delle esigenze reali
di rendere effettivamente utilizzabile, dal punto di vista energetico, non solo
l’energia elettrica, ma anche l’energia termica prodotta dal sistema

ed aggiunge:
“Il basso impatto ambientale e le dimensioni ridotte consentono in oltre la possibilità di posizionare l’impianto nelle vicinanze di strutture a cui cedere il calore residuo legato al processo di trasformazione elettrico (piscine, palestre, scuole, edifici pubblici o aziende)”.

 

CARATTERISTICHE DELL’IMPIANTO DI GASSIFICAZIONE IN ISLANDA

L’impianto operativo in Islanda è composto: da "celle elementari", ciascuna di capacità pari a 12 tonnellate al giorno, consentendo quindi l'installazione di sistemi in grado di trattare anche limitate quantità di rifiuto, con ridottissimo impatto ambientale, molto più prossimi ai siti di produzione e raccolta dei rifiuti e così escludendo i notevoli impatti del trasporto a lunga distanza delle ingentissime quantità di rifiuti che alimentano gli inceneritori; la stessa capacità di operare su scale molto ridotte favorisce la ottimizzazione della raccolta differenziata fino al massimo possibile, una pratica che, invece, è oggettivamente in contrasto con la logica dell’incenerimento.
Nel caso specifico dell'impianto Islandese, il gas di sintesi è bruciato sul posto per produrre vapore caldo, inviato poi a un vicino impianto geotermoelettrico dove partecipa insieme ai vapori caldi geotermici alla produzione di energia elettrica; nonostante la sua bassa efficienza energetica, questo impiego è legato alla particolare situazione locale.

Note del Presidente

Una sperimentazione per innovare, nel rispetto di persone e ambiente

La nostra generazione ha visto la nascita dell'era della plastica, che come tutti sanno deriva dal petrolio. I nostri nipoti rischiano di vederne la fine. Produrre energia pulita da fonti rinnovabili non è perciò un lusso verso i nostri figli. E' un atto di fiducia verso il futuro. Proviamoci!

Enrico Gherghetta

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